Metti che una giornata di metà luglio, probabilmente una delle più calde dell’anno, ti tocchi di chiedere a tua figlia di accompagnarti all’ospedale Oglio Po per andare al centro TAO.

Mi dispiace, mia figlia ha tanti impegni, ma da quando non posso più guidare devo chiedere a lei. Non mi piace chiedere, ho fatto una vita a lavorare e a pagare i contributi; fino a due anni fa ci andavo in bici, ma adesso non vogliono, dicono che la statale è pericolosa. Ci sono i ragazzi dell’AUSER, è vero, davvero preziosi, ma non possono pensarci sempre loro, magari se ci fosse un pullmino pubblico…

Prendo l’ascensore e salgo in Laboratorio, sono sempre tanto gentili e disponibili con me.

“Buongiorno, sono venuto per il nuovo farmaco, l’Eliquis, quello che mi hanno dato al posto del Coumadin, mi hanno detto che devo fare il colloquio con il medico e compilare delle carte.”

“Buongiorno signor Gino, purtroppo ci sono delle novità, quello che le hanno detto è giusto, ma il medico è in ferie e fra un paio di mesi va via, quindi bisogna andare a Cremona”.

“A Cremona? Ma come, ma io non guido più, sono 90 km, chi è che mi accompagna? Non posso chiedere sempre a mia figlia! Ma se il mio vicino è venuto la settimana scorsa per il Coumadin e gli avete fatto tutto qui.”

“Ha ragione Gino, è un bel disagio, mi rendo conto. Per il Coumadin riusciamo ancora a gestire tutto da qui, per adesso, e il piano terapeutico lo può fare anche il Medico di famiglia, ma con le sue patologie ci vogliono i nuovi anticoagulanti orali, i NAO, e l’impegnativa la deve fare lo specialista, e per il colloquio e le visite bisognerà andare a Cremona, mi dispiace. Adesso deve tornare giù al CUP e prenotare a Cremona. Visto che è la prima volta chiamo giù e ci penso io, ma la prossima volta dovrà andare lei.”

“Mah, non so, TAO, NAO, qui alla fine ci fate girare come delle trottole, ho 86 anni, ho lavorato una vita, con tutte le tasse che ho pagato non ho più neanche il diritto di venire nel mio ospedale per fare una visita? Robe da matti, ma chi non ha nessuno che lo accompagna come fa, smette di curarsi? Scusi sa, lo so che non ha colpa lei, ma è possibile che ci tirino via tutto? Ma non può fare la visita un medico di un altro reparto?”

“Vede Gino, può darsi che in futuro si farà come dice lei, con un ambulatorio di un medico di un altro reparto qui all’Oglio Po, ma per adesso non si può fare. Bisogna andare a Cremona, mi dispiace tanto. Buona giornata.”

“Eh, buona giornata mica tanto! Ecco perché mio cognato, di Viadana, mi ha detto che dal mese prossimo andrà a Mantova, adesso ho capito, si risparmia 30 e passa km di strada, non so che torto dargli. Si trovava così bene qui all’Oglio Po e in 10 minuti era a casa. È proprio un peccato.”

“Ecco, ha visto Gino? Dicono di stare tranquilli, non vi lasciamo da soli. Dicono che ci vorrà del tempo ma stanno cercando un sostituto”

Gino è un nome di fantasia, ma il racconto che avete letto, purtroppo, rispecchia quello che sta succedendo al Centro TAO dell’Ospedale Oglio Po. Era inevitabile che finisse così?

Gruppo Laboratorio Comune

 


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