
La conferenza di sabato 10 gennaio 2026 presso la Casa del Mutilato è stata l’occasione per raccontare la genesi, l’evoluzione, il modus operandi di questo laboratorio condiviso. Nel contempo abbiamo fatto il punto su quanto è stato fatto e ipotizzato quello che vogliamo fare, le nostre proposte, guardando al futuro con la nostra idea di fare politica a lungo termine, in modo forse più lento e faticoso, ma certamente onesto e duraturo.
Vi proponiamo di seguito gli interventi della mattinata di sabato 10 gennaio.

KATJA AVANZINI
Oggi per noi è un giorno importante, perché vi presentiamo l’avvio di un percorso che desideriamo costruire insieme alla comunità.
Abbiamo un sogno, un’idea – qualcuno potrebbe chiamarlo progetto – che abbiamo deciso di chiamare Laboratorio comune.
Comune, con la c minuscola, non per caso: perché racchiude molti significati.
Comune come bene comune, di tutti.
Comune come spazio condiviso, per una comunità più partecipata, più in relazione, capace di ascoltarsi e di progettare insieme anche piccole cose, ma fondamentali, per stare meglio tutti.
È da più di un anno che questo gruppo si incontra, discute e si confronta sui temi della vita locale.
Avevamo inizialmente l’idea di presentarci alle elezioni comunali del 2024: un progetto che non è andato in porto, ma la barca non si è fermata. Ha continuato a navigare.
Per questo abbiamo scelto di proseguire il percorso, costituendoci formalmente come Comitato, con un codice fiscale, una struttura organizzativa e, soprattutto, un progetto di crescita condiviso.
Laboratorio comune oggi è un gruppo di persone eterogenee, diverse per esperienze, età e sensibilità, che hanno deciso di lavorare insieme, partendo dalle proprie individualità per costruire una collettività che vorremmo diventasse sempre più ampia e inclusiva.
Le persone che oggi fanno parte di Laboratorio comune sono:
Pierluigi Pasotto, Stefano Superchi, Laura Passerini, Chiara Capelli, Lorenzo Lupoli, Mathias Mocci, Katja Avanzini, Valentina Mozzi, Gloria Barili, Maria Giovanna Giamei, Paola Lucchini, Emanuele Bernardelli, Francesco Bini, Michele Pinardi, Samuele Argento, Laura Mantovani, Irene Ghezzi, Monica Viola, Fabio Danini.
Ma con quali finalità intendiamo muoverci?
Vorrei leggervi alcuni passaggi dello Statuto che abbiamo redatto.
Il Comitato non ha fini di lucro e ha come obiettivo la promozione della partecipazione, della cittadinanza attiva e della coesione sociale, attraverso azioni che mirino al miglioramento della qualità della vita delle cittadine e dei cittadini di Casalmaggiore e del territorio casalasco.
Laboratorio comune è aperto alle energie e alle sensibilità attive del territorio e promuove un approccio inclusivo, intersezionale e basato sull’ascolto, capace di affrontare le diverse problematiche cittadine attraverso un modello di rete e collaborazione, con l’obiettivo di mantenere, migliorare e potenziare i servizi pubblici.
Intendiamo farlo sostenendo i beni comuni, le politiche pubbliche e le persone più fragili, in particolare quelle a maggior rischio di esclusione, favorendo occasioni di aggregazione, sensibilizzazione e la crescita di una comunità affettiva, politica e culturale fondata su solidarietà, mutuo sostegno e cura collettiva.
In concreto, questo si tradurrà nella realizzazione di:
• eventi culturali, ricreativi, aggregativi, artistici e musicali aperti alla cittadinanza;
• momenti di formazione, dibattito e confronto come conferenze, seminari e workshop;
• iniziative pubbliche di sensibilizzazione su temi locali, nazionali e internazionali.
Per sostenere queste attività cercheremo di autosostenerci economicamente, anche attraverso raccolte fondi pubbliche in occasione di ricorrenze, campagne di sensibilizzazione e, quando possibile, partecipando a bandi, sempre nel rispetto delle norme di legge e dello Statuto.
Ci sono alcune questioni che ci stanno particolarmente a cuore e su cui vogliamo già oggi condividere alcune riflessioni.
Per questo passo la parola a:
• Stefano, che ci parlerà di informazione e comunicazione;
• Laura, sul tema della sede e dello sguardo rivolto ai giovani;
• Paso, per un approfondimento sui temi politici.
Grazie davvero a tutte e tutti per essere qui oggi

STEFANO SUPERCHI
Il nostro gruppo ha deciso di utilizzare una strategia di comunicazione multicanale per raggiungere il maggior numero possibile di cittadini. Siamo presenti su Facebook e su Instagram, due piattaforme che ci permettono di dialogare con la comunità. Per chi non utilizza i social media, avevamo previsto anche un bollettino informativo cartaceo da distribuire, “Testimoni Oculari“, che al momento è diventato un blog leggibile on line o iscrivendosi per ricevere una mail ogni volta che esce un articolo. “Testimoni Oculari” rappresenta il nostro osservatorio territoriale sulla politica e la società locale. Si tratta di uno strumento di approfondimento dove documentiamo e analizziamo le questioni più rilevanti per la nostra comunità.
In questi mesi abbiamo utilizzato questi strumenti per seguire da vicino l’attività amministrativa, verificando atti e delibere comunali. Attraverso “Testimoni Oculari” abbiamo affrontato temi cruciali come le situazioni dell’Ospedale Oglio Po e dell’Azienda Farmaceutica Municipale (AFM), la viabilità casalasca, il Teatro Comunale, il degrado urbano, la Casa di Riposo Busi e le questioni del lavoro.
Il nostro obiettivo è rendere più facilmente comprensibile la macchina amministrativa, perché una cittadinanza più informata è più libera e invogliata a partecipare alla vita della comunità. Le decisioni che hanno conseguenze sulla vita quotidiana e sul portafoglio dei cittadini devono essere trasparenti e fruibili. Vogliamo quindi smontare il luogo comune della politica “brutta, sporca e cattiva”, decodificando l’attività amministrativa a favore dei cittadini che vogliono essere informati per fare scelte più consapevoli.
Per il futuro continueremo a funzionare come “massa critica” nei confronti della politica locale, portando avanti il nostro ruolo di osservatorio indipendente, anche attraverso flash mob e assemblee pubbliche di confronto su temi strategici come viabilità urbana, salute pubblica, emergenza abitativa, scuola, disagio giovanile, inclusione, mondo del lavoro, ecc..
Vogliamo sviluppare ulteriormente il concetto di partecipazione attiva, coinvolgendo sempre più persone e facendoci portavoce delle istanze dei cittadini e del territorio. Collaboriamo con realtà già radicate sul territorio, comitati e cittadini, mantenendo comunque la nostra natura civica autonoma.
La nostra visione è quella di un gruppo aperta al confronto e al dialogo, all’ascolto e alla partecipazione, con idee precise ma sempre disponibile a costruire insieme ai cittadini un progetto alternativo per Casalmaggiore.
Chi desidera contattarci può scrivere a laboratoriocomune2024@gmail.com, seguirci sui nostri canali social, sul blog Testimoni Oculari o semplicemente incontrandoci di persona.

LAURA MANTOVANI
In politica quasi tutti partono da una risposta.
Da un progetto già scritto, da una soluzione già in tasca, da un’idea di ciò che “serve”.
Noi vogliamo partire da un punto diverso: non abbiamo soluzioni già pronte.
Non perché non ci interessi capire cosa succede, ma perché pensiamo che il problema, soprattutto quando si parla di giovani, sia proprio questo: le risposte arrivano sempre prima delle domande.
Altra premessa importante. Sono tra i più giovani del gruppo ma ho 33 anni e non sono così arrogante da pensare di sapere cosa vuole oggi una ragazza o un ragazzo di sedici anni. E credo che ammettere questo non sia una debolezza, ma un punto di partenza necessario.
Negli anni abbiamo visto nascere molte iniziative “rivolte ai giovani”: consulte, tavoli, spazi di partecipazione.
Spesso con buone intenzioni, ma con un problema di fondo: si decide prima cosa serve, e poi si chiede ai giovani di entrarci dentro.
Noi pensiamo che questo approccio non funzioni.
E non perché i giovani non abbiano voglia di partecipare, ma perché nessuno ha il diritto di parlare al loro posto o pretendere di sapere cosa gli serva.
Come comitato politico non vogliamo fare l’ennesimo discorso sui giovani.
Non vogliamo interpretarli, rappresentarli, incasellarli. Noi non vogliamo costruire l’ennesimo contenitore vuoto.
Vogliamo fare una cosa molto più semplice e, politicamente, molto più rischiosa: creare le condizioni perché qualcuno possa parlare, anche se non sappiamo cosa dirà.
È esattamente per questo che ci stiamo impegnando per avere uno spazio fisico. Non un luogo “pensato per i giovani”, ma uno spazio stabile, presente, che non sparisce dopo un progetto o una scadenza.
In una città come Casalmaggiore, uno spazio che resta è già una scelta politica.
Significa dire che ci siamo, anche quando non c’è una risposta immediata, anche quando non c’è un ritorno.
Abbiamo però delle cose concrete da mettere a disposizione: tempo, competenze, strumenti, relazioni.
E la disponibilità a usarle insieme, non dall’alto. Non guidando, ma stando accanto.
Nel frattempo, non resteremo fermi ad aspettare. Saremo presenti nei luoghi reali, con una presenza semplice, riconoscibile, costante. Senza eventi, senza palchi, senza microfoni. Se qualcuno vorrà fermarsi a parlare, noi ascolteremo.
Quello che emergerà da questi incontri non diventerà automaticamente un programma. Non verrà trasformato in slogan. Verrà prima di tutto restituito, pubblicamente e onestamente: dicendo cosa abbiamo capito, cosa non abbiamo capito e soprattutto cosa non siamo in grado di fare.
Non abbiamo soluzioni preconfezionate. Non abbiamo ricette pronte da proporre.
Promettiamo però presenza, strumenti, e disponibilità a lavorare insieme quando e se qualcuno sentirà che questo spazio può servire.
Questo non è un appello, non è una campagna, non è un progetto da presentare.
È una presa di posizione politica: prima lo spazio e l’ascolto, poi il contenuto.
Noi ci saremo.
Senza pretendere risultati immediati.
Senza parlare al posto di nessuno.

PIERLUIGI PASOTTO
Laboratorio comune nasce nel 2024 come lista civica, in occasione dell’ultima tornata amministrativa, per trasformarsi poi in un comitato civico e aperto, formato da cittadine e cittadini che hanno deciso di rimettere al centro la vita e i bisogni concreti delle persone. Abbiamo cambiato visione e modus operandi del nostro agire politico. Ascolto, elaborazione e proposte concrete. Riteniamo fondamentale vivere il territorio, i quartieri, i luoghi della vita quotidiana, ascoltare le persone, raccogliere bisogni concreti e trasformarli in proposte comprensibili e praticabili. Ci stiamo relazionando con associazioni, gruppi di volontariato e cittadini.
Lavorare dal basso, per intercettare bisogni e necessità, coinvolgendo nuove forze e idee. I problemi quotidiani di noi cittadini, vengono troppo spesso derubricati, considerati marginali. Eppure sono proprio questi problemi a incidere profondamente sulla nostra qualità della vita e sulla fiducia nella comunità e nelle istituzioni.
Vogliamo affrontare una domanda che raramente viene posta fino in fondo: perché tanti nostri concittadini non votano più nemmeno in occasione delle elezioni comunali? L’astensione non è secondo noi solo disinteresse: è spesso una forma di protesta silenziosa, il segno di una frattura profonda tra istituzioni e cittadini; una distanza, anche dalla politica locale, percepita come distante o poco efficace nelle risposte pratiche.
Laboratorio comune non è un partito e non lo vuole certo diventare. Non sarà necessariamente nemmeno una lista elettorale. Abbiamo già dimostrato che le poltrone non sono una nostra priorità. Laboratorio Comune è semplicemente un gruppo aperto multigenerazionale, nel quale convivono anime e sensibilità diverse, unite dall’intenzione di provare ad impegnarsi per la propria comunità con strumenti più vicini alla gente e ai bisogni reali.
Ci siamo occupati, da sempre, di tangenziale, ponte, trasporti ferroviari, Ospedale Oglio Po e continueremo a farlo. Riteniamo però che tutto questo non basti più, che non ci possa limitare a questo. Pensiamo ai servizi scolastici, alla mensa, ai trasporti locali, a una viabilità cittadina “lunare” che ci sfianca ogni giorno, al decoro, alla pulizia di parchi e strade.
Pensiamo anche alla sicurezza dei cittadini, intesa sotto ogni forma. Vediamo giovani ragazzi senza spazi dove incontrarsi, creare, sperimentare, costruire relazioni e futuro, anziani e persone con disabilità che vedono ridursi i servizi a domanda individuale e aumentare le difficoltà quotidiane. Ci confrontiamo con tante famiglie in difficoltà crescente per il costo della vita, con tante mamme che lavorano, costrette ogni giorno a una difficile conciliazione tra tempi di vita, lavoro e servizi. Orari rigidi, servizi insufficienti o poco coordinati, carichi familiari che ricadono quasi interamente su di loro: una fatica quotidiana spesso invisibile, ma che incide sulle scelte di vita, sul lavoro e sulla possibilità stessa di partecipare alla comunità.
Non crediamo più che la soluzione stia nelle consuete operazioni elettorali improvvisate, che si attivano solo in prossimità del voto, per poi dissolversi, poco dopo il voto, come neve al sole. Pensiamo che esistano altri modi di fare politica: più lenti, più faticosi, ma più onesti e duraturi. Abbiamo scelto quelli. L’agenda politica la scegliamo noi, non vogliamo farcela dettare, come atto di pura presenza. Lavoreremo per incontrare nel cammino tanti concittadini, stanchi come noi delle solite “liturgie”, in cerca di una visione davvero alternativa per Casalmaggiore. Vediamo il nostro paese in declino, parliamo con concittadini sfiduciati, preoccupati e disillusi. Non possiamo e non vogliamo e arrenderci a tutto questo. Vogliamo coltivare il sogno e impegnarci per una politica rivolta al bene comune.





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