Vogliamo fare qualche considerazione sulla situazione sanitaria, generale e locale, prendendo spunto dall’ultima intervista rilasciata dal Sindaco Filippo Bongiovanni al Direttore di CR1 e OglioPoNews, Simone Arrighi.

Il Sindaco ribadisce (come ebbe a dire anche in Consiglio Comunale) che la sua interlocuzione con il direttore di ASST Ezio Belleri è molto frequente. Questa sarebbe un’ottima cosa, anche rassicurante per il territorio, a patto che il direttore ASST non sia l’unico interlocutore, perché altrimenti il rischio è che il Sindaco avvalli acriticamente la linea ufficiale della dirigenza ASST. Vorremmo capire anche il ruolo e il peso dell’assemblea dei sindaci del territorio, che appare spesso impalpabile sulle decisioni prese di volta in volta dall’Azienda.

Bongiovanni, nell’affermare che l’ospedale Oglio Po è necessario e che si sta cercando di rafforzarlo, si sofferma sulla carenza di infermieri (emergenza nazionale) evidenziando che “fare l’infermiere è una vocazione” e si rammarica per l’individualismo che permea la nostra società e che ci porta a non avere un offerta sufficiente di lavoratori. Dissentiamo dall’affermazione di Bongiovanni, pensiamo che fare l’infermiere non debba essere considerata una vocazione perche si rischia di non dare il giusto valore al loro duro lavoro; gli infermieri sono professionisti che studiano e si preparano duramente per anni, sarebbe ora di considerarli tali dandogli il giusto riconoscimento economico ed in termini di condizioni lavorative.
Si continua a sostenere che, in riferimento alla carenza di infermieri, rivolgersi alle cooperative è la direzione obbligata. Noi pensiamo invece che esistano strade diverse che bisogna avere il coraggio di intraprendere. Già da luglio 2025 durante un incontro in Regione Lombardia voluto dal consigliere Matteo Piloni, presente anche Belleri per Asst Cremona, l’assessore regionale al welfare Bertolaso aveva avuto un apertura alla proposta di Piloni di puntare sulle pratiche politiche di Welfare aziendale per l’ospedale Oglio Po, cioè quelle pratiche di agevolazioni sul reddito e sull’equilibrio (conciliazione) tra tempi di vita e di lavoro rivolte ai dipendenti e finalizzate a favorire l’avvicinamento di figure professionali al nostro ospedale, ma niente di concreto era stato fatto.

Successivamente, in dicembre 2025 è stato approvato in Consiglio Regionale, nel corso dell’esame del bilancio di previsione di Regione Lombardia, l’o.d.g. presentato sempre dal consigliere Piloni in riferimento all’adozione del Welfare aziendale anche su Oglio Po. Ad oggi di questa soluzione, che noi riteniamo ottimale, ancora non si vede nulla, soluzione, tra l’altro, già adottata in Regione Lombardia da altre Asst.
Chiediamo ad Asst Cremona e al suo D.G. dott. Belleri se esiste un progetto di welfare Aziendale in Oglio Po e nel caso in che termini e tempistiche. Sappiamo che, quando si parla di welfare aziendale anche i territori vengono coinvolti, ma dall’assemblea dei Sindaci ci pare che nulla sia emerso.

Chiediamo quindi al sindaco Bongiovanni, che riferisce di confrontarsi costantemente con Belleri, se esiste già un progetto e quali Comuni intendono collaborare.
Il welfare aziendale mira a supportare il personale attraverso agevolazioni, se ben studiato ed organizzato, metterebbe in atto delle pratiche finalizzate ad attrarre lavoratori in Oglio Po e far restare quelli che già ci sono. In cosa consiste? Facciamo solo alcuni esempi, senza entrare nei dettagli che lasciamo ai tecnici: adotta soluzioni che migliorano la flessibilità organizzativa vita-lavoro, asili nido aziendali o convenzioni con gli asili già sul territorio per quanto riguarda gli orari di apertura e i servizi erogati, bonus sulle rette, inoltre aiuto al reddito attraverso “buoni carburante” e “buoni spesa” e anche bonus sugli affitti e tante altre pratiche che, anche in accordo con i servizi comunali, servirebbero a supportare e sostenere i lavoratori del nostro ospedale. Adottando il welfare aziendale, accessorio al contratto CCNL, ci sono vantaggi fiscali sia per l’azienda per costi totalmente deducibili che per i dipendenti; i bonus, infatti, non concorrono a formare il reddito imponibile.

Siamo certi che, così facendo, renderemmo il nostro nosocomio attrattivo e non avremmo più bisogno di trovare personale attraverso le cooperative, scelte spesso fallimentari. Tutti sappiamo infatti che il primo tentativo in Oglio Po di affidare il servizio infermieristico dell’intero reparto di Medicina ad una cooperativa è fallito e ancora non ci sono state spiegate le cause. In riferimento a questo, ancora oggi, nonostante le sollecitazioni del Coordinamento cittadine e cittadini per l’Ospedale Oglio Po e di una parte delle minoranze in consiglio comunale, non conosciamo “Il piano B” del Dott. Belleri.
Serve che il D.G. Belleri chiarisca cosa intende fare sulla situazione del personale infermieristico di medicina e di altri reparti, auspicando che le sue decisioni seguano un confronto diretto e costante con il personale tutto.
Circolo Prc Rive Gauche casalasco-piadenese
La segretaria Gloria Barili

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