Le grandi superfici asfaltate sono tra i luoghi più paradossali delle città contemporanee: occupano spazio, surriscaldano l’ambiente e non restituiscono nulla in cambio. Eppure, proprio dove si concentra un importante consumo di suolo, si potrebbe produrre energia pulita trasformando i parcheggi in infrastrutture climaticamente intelligenti.

Simulazione

All’estero e in Europa questa intuizione è già realtà: in Francia la legge APER impone progressivamente la copertura con pannelli fotovoltaici per almeno il 50% delle superfici dei parcheggi all’aperto, pena sanzioni annuali severe. Parallelamente, la Direttiva europea sulle Energie Rinnovabili (RED) e il relativo recepimento italiano spingono per privilegiare l’uso di superfici già edificate o impermeabilizzate come tetti e aree di sosta, evitando di consumare ulteriore suolo agricolo.

È di questi giorni la notizia dell’approvazione di un atto d’indirizzo, immediatamente eseguibile, da parte del Comune di Castel Goffredo (MN), per installare pensiline fotovoltaiche in quattro aree di sosta pubbliche integrandole con la Comunità Energetica Rinnovabile (CER), con la modalità di realizzazione del partenariato pubblico-privato tramite manifestazione d’interesse e concessione di durata ventennale a costo zero per il Comune.

Questa premessa ci porta a pensare che è un metodo che si potrebbe applicare perfettamente al parcheggio dell’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore, che conta più di 8.000 metri quadrati tra posti per dipendenti e utenti. Un’area sanitaria si presterebbe particolarmente bene a questo tipo di intervento: i flussi sono prevedibili, il fabbisogno energetico della struttura è elevato e costante durante il giorno, e le pensiline migliorerebbero il comfort termico di personale e pazienti, oltre a mitigare l’effetto “isola di calore”. A fronte di costi che richiedono opere strutturali significative, i benefici stimati, sia ambientali che economici, sarebbero molteplici:

Produzione di energia rinnovabile per l’autoconsumo diretto dell’ospedale, riducendo le bollette e la dipendenza dalla rete.
Mitigazione del calore estivo e miglioramento del comfort per chi fruisce della struttura.
Valorizzazione dell’immagine pubblica di un presidio di cura che investe in sostenibilità.
• Possibilità di accedere a incentivi, fondi dedicati o cedere l’energia in eccesso.

L’occasione per concretizzare questo cambio di paradigma la si potrebbe cogliere agganciandosi all’imminente inizio dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione dell’ospedale Oglio Po; ASST Cremona ha aggiudicato l’appalto per un importo di 16,7 milioni di euro oltre IVA scegliendo l’offerta più economica (la base di gara era di circa 19,7 milioni). All’interno di un quadro economico di questa portata, pensare di destinare una quota delle risorse alla copertura fotovoltaica del parcheggio rappresenterebbe un segnale forte di razionalità pubblica e visione strategica per il territorio.

situazione attuale
simulazione

Non crediamo che per questo intervento si possano sfruttare i fondi PNRR, ma i lavori si potrebbero suddividere per lotti successivi, coordinando eventualmente un progetto con la ditta che attualmente gestisce in appalto il settore termico ed elettrico, sfruttando tutta una serie di opportunità per finanziare opere di questo genere, come il Conto Termico (GSE – Gestore dei Servizi Energetici) con copertura a fondo perduto al 100%, partenariato pubblico-privato e project financing (0% costi di capitale per la Pubblica Amministrazione), fondi regionali (FESR) e bandi per la sostenibilità energetica (fondo perduto tra il 50% e l’80%) oltre alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) Pubbliche con tariffe incentivate GSE per 20 anni.

aree di parcheggio (in azzurro il parcheggio dipendenti) – superfici stimate

Peraltro, tra dipendenti, pazienti e fruitori a vario titolo della struttura ospedaliera, esiste da anni una sensibilità sul tema; chiunque lavori in ospedale o debba servirsene con una certa regolarità, prova sulla propria pelle gli effetti di questa situazione; in questi mesi chi lavora in ospedale è costretto a lasciare tutti i giorni l’auto esposta a temperature vicine ai 40 gradi per almeno otto ore, con prevedibili conseguenze sulle automobili e su chi ci deve entrare, magari dopo un turno faticoso; discorso analogo per i pazienti che escono da una visita in condizioni di salute non ottimali.

Continuare a considerare i parcheggi come semplici “vuoti funzionali” invece che come risorse energetiche significa sprecare spazio e opportunità. La fattibilità tecnica c’è; resta da capire se ci sia la volontà politica e amministrativa di cogliere questa opportunità.

Stefano Superchi per Laboratorio Comune


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