Il cimitero di Casalmaggiore è un luogo che appartiene alla memoria collettiva della città. È lo spazio nel quale riposano generazioni di cittadini e dove, ogni giorno, molte persone si recano per rendere omaggio ai propri cari. Proprio per questo, l’area d’ingresso dovrebbe trasmettere cura, ordine e rispetto.
Oggi, invece, l’impressione è quella di una manutenzione insufficiente, se non di un vero e proprio stato di semi abbandono.
Il cancello esterno, da anni, non sembra essere stato sistemato in modo adeguato. È comprensibile che l’eventuale presenza di un vincolo della Soprintendenza renda più complessi e lunghi gli interventi, il cimitero del capoluogo risulta infatti sottoposto a tutela ai sensi della normativa sui beni culturali. Ma il vincolo non può trasformarsi in una giustificazione permanente per non intervenire. Se servono autorizzazioni, progetti specifici o materiali compatibili, spetta all’amministrazione avviare e seguire il percorso necessario.
A fianco del cancello, inoltre, persistono buche che, quando piove, si trasformano in pozzanghere da aggirare o scavalcare, una difficoltà concreta per anziani, persone con disabilità e per chiunque debba accedere al cimitero in condizioni meteorologiche avverse.

Anche le panchine in pietra meritano attenzione. L’idea di recuperare e riutilizzare elementi lapidei provenienti da vecchi monumenti del cimitero può essere considerata pregevole, significa dare nuova vita a materiali legati alla storia del luogo, evitando sprechi e conservando una traccia della memoria.
Ma un’intenzione positiva deve essere accompagnata da una manutenzione adeguata. Alcune panchine appaiono in condizioni di semi dissesto; una, in particolare, risulta praticamente divelta, probabilmente dopo essere stata urtata da un mezzo durante una manovra. Non è soltanto una questione estetica, una seduta instabile o collocata in modo anomalo può diventare un rischio per chi la utilizza.

Non migliore appare il parco verde antistante il cimitero. La vegetazione non sembra ricevere una cura sufficiente. Non si pretende un giardino ornamentale, ma un livello decoroso e costante di pulizia, sfalcio e manutenzione. Anche nel parcheggio a fianco del cimitero capita sovente di trovare rifiuti abbandonati, segno certamente dell’inciviltà di chi li abbandona, ma che dovrebbero essere rimossi con maggiore solerzia.
Un luogo della memoria non dovrebbe essere trattato come un’area marginale della città.

La situazione che desta maggiore preoccupazione si trova sul fianco sinistro dell’ingresso.
In quell’area sono presenti laterizi e altri materiali edili abbandonati senza adeguata protezione o sistemazione. Sempre sul lato sinistro, inoltre, da tempo è visibile un ponteggio che, almeno a giudicare dall’aspetto esterno, non sembra adeguatamente assicurato al muro di cinta. Naturalmente spetterà agli uffici competenti verificare se la struttura sia conforme alle norme di sicurezza, se siano presenti i necessari sistemi di ancoraggio e se l’area sia correttamente delimitata.
La domanda, però, è inevitabile: da quanto tempo il ponteggio è lì? Qual è la ragione della sua permanenza? Chi ne controlla lo stato? E, se si tratta di una struttura a noleggio, il Comune sta sostenendo da mesi un costo senza che l’intervento venga concluso?
Sono interrogativi legittimi, soprattutto quando riguardano un bene pubblico e una zona frequentata dai cittadini.

Sempre nei pressi dell’ingresso, parzialmente nascosti da una baracca di lamiera, si trovano alcuni sacchi bianchi chiusi. Non è possibile stabilire dall’esterno che cosa contengano. Potrebbero essere materiali derivanti dalle recenti operazioni di esumazione, ma questa è soltanto un’ipotesi che deve essere verificata dagli uffici comunali e dagli operatori responsabili.
Il Comune ha pubblicato avvisi relativi a operazioni di esumazione ordinaria nel cimitero di Casalmaggiore, a fine maggio 2026. Proprio per questo sarebbe opportuno chiarire immediatamente la natura di quei materiali, il loro regime di deposito e le modalità previste per il successivo smaltimento o conferimento.
Se si trattasse effettivamente di residui delle operazioni cimiteriali, lasciarli all’esterno del perimetro del cimitero, senza una protezione visibile e adeguata, solleverebbe questioni delicate di igiene pubblica, sicurezza, rispetto dei defunti, corrette procedure amministrative e decoro del luogo.

Non vogliamo formulare accuse senza accertamenti, non sarebbe corretto. È però altrettanto scorretto ignorare una situazione che, per la sua collocazione e per la possibile natura dei materiali, richiede una verifica urgente.
Crediamo che l’amministrazione comunale dovrebbe fornire ai cittadini risposte precise su almeno questi punti:
- quali interventi siano previsti per il cancello e quali ostacoli legati al vincolo monumentale ne abbiano impedito finora la sistemazione;
- chi sia responsabile della manutenzione dell’ingresso, delle buche, delle panchine e dell’area verde;
- a quale intervento sia collegato il ponteggio e se la struttura sia stata verificata sotto il profilo della sicurezza;
- chi sostenga il costo del noleggio del ponteggio e per quale durata;
- che cosa contengano i sacchi bianchi e quale procedura di custodia, trasporto e smaltimento sia stata adottata;
- se laterizi e materiali edili siano stati depositati secondo le prescrizioni previste;
- quali tempi concreti siano previsti per il ripristino dell’area.
Qualora alcune attività siano affidate a imprese o soggetti terzi individuati tramite gara d’appalto, ciò non esaurisce la responsabilità politica e amministrativa del Comune. L’ente deve controllare che il contratto venga eseguito correttamente e che le condizioni di sicurezza, qualità e decoro siano rispettate.
Il Codice dei contratti pubblici attribuisce al Responsabile unico del progetto, il RUP, il controllo generale sull’esecuzione e sui livelli qualitativi delle prestazioni; nei contratti di servizi e forniture, il Direttore dell’esecuzione del contratto, il DEC, svolge funzioni di direzione, coordinamento e controllo nella fase esecutiva, quando previsto.
È dunque attraverso queste figure, insieme agli uffici tecnici e ai responsabili della sicurezza, che l’amministrazione deve verificare eventuali ritardi, inadempienze, situazioni di pericolo e mancato rispetto delle prescrizioni contrattuali.
La richiesta non è quella di trasformare il cimitero nel “salotto buono” della città, ma semplicemente di garantire manutenzione, sicurezza, trasparenza e rispetto.
Il Comune di Casalmaggiore chiarisca la situazione e intervenga quanto prima. Sistemi l’ingresso, elimini le buche, rimetta in sicurezza le panchine, curi il verde e verifichi immediatamente il ponteggio, i materiali edili e i sacchi presenti sul lato sinistro.
Se ci sono vincoli, si spieghi quali siano e quali procedure siano state attivate. Se ci sono appalti, si controlli che vengano rispettati. Se ci sono responsabilità di imprese esterne, il Comune faccia valere il proprio ruolo di stazione appaltante e di soggetto responsabile della vigilanza sul patrimonio pubblico.
Il cimitero non è un retrobottega della città. È un luogo pubblico, storico e umano. Merita un surplus di attenzione e di sensibilità, non soltanto perché ospita i nostri defunti, ma perché nel modo in cui una comunità cura i propri morti si misura anche il rispetto che ha per i vivi.

Scopri di più da Testimoni Oculari
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna
Foscolo I Sepolcri
"Mi piace""Mi piace"